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Paolo Vive

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18 Luglio 2009, ore 9.15, viale Venezia davanti a Panorama. Da qui inizia la nostra avventura.
Io, Lalla e Michele ci incontriamo x partire alla volta dell’aeroporto di Venezia, dove ci aspettano Franco, Max, Giorgio e Riccardo.
Dopo aver effettuato il check-in scopriamo, con enorme disappunto, che il nostro volo è stato nuovamente spostato e che, quindi, arriveremo tardi alla prima manifestazione della giornata.

Faccio, quindi, una piccola pausa dal racconto così rendo anche l’idea della nostra tristezza alla notizia x sottolineare che questo vuole essere un semplice resoconto di queste meravigliose giornate in quanto quello che ci hanno trasmesso e le emozioni che ci hanno fatto provare non sarei mai in grado di farle arrivare tramite un semplice foglio di carta. Bisognava essere lì. E ringrazio e continuerò a ringraziare chi ha reso possibile tutto ciò, chi si è impegnato così tanto e tutti quelli che ci hanno creduto, ci credono e continuano a crederci, oggi sicuramente con ancora + forza e determinazione. E un grazie speciale a Salvatore, x la determinazione, forza, rabbia e coraggio che lo pervadono e che gli fanno fare quello che fa e contagiare tutti coloro che entrano in contatto con Lui.
(leggi tutto...)

Tonando a sabato, siamo atterrati finalmente a Palermo poco prima delle 16 e abbiamo optato x prendere un taxi nella speranza di riuscire a partecipare, almeno in parte, alla Marcia delle Agende Rosse che, partendo da via d’Amelio, avrebbe dovuto concludersi in cima al Castello Utveggio, dal quale si ha un ottima visuale su via d’Amelio che ha consentito, secondo la ricostruzione di Genchi, di azionare il comando a distanza che ha fatto esplodere la bomba che ha ucciso Paolo e la sua scorta.
Già nel tragitto dall’aeroporto all’hotel (x lasciare giù le valigie) siamo entrati nell’atmosfera del weekend. Abbiamo percorso l’autostrada lungo la quale hanno perso la vita Giovanni, Francesca e la loro scorta. A Capaci ci sono due grandi colonne a indicare i punti esatti in cui l’autostrada è saltata in aria. Il tassista, inoltre, ci ha mostrato la casettina dell’Enel dalla quale è stata fatta esplodere la bomba.

Arrivando in via d’Amelio abbiamo chiamato Saverio che, già sul posto, ci ha comunicato che il corteo era quasi in cima, di conseguenza, ci siamo fatti portare direttamente al Castello dove siamo riusciti a sentire le parole di Salvatore conclusive della marcia. Salvatore diceva che non era stato dato il permesso al corteo di entrare all’interno del Castello dal quale si poteva avere la visuale su via d’Amelio ma che non avremmo dovuto fare polemiche, vista l’occasione, e accontentarci del permesso di far entrare poche persone x filmare.
Qui abbiamo incontrato molti personaggi a noi noti, che abbiamo salutato o con cui abbiamo scambiato due chiacchiere, come Sonia Alfano, Benny Calasanzio Borsellino, Pino Masciari, Rita Borsellino, ragazzi di vari altri MU d’Italia. Abbiamo aperto il nostro striscione (l’unico presente) e molti si sono raccolti intorno a noi x fare foto e continuare a cantare inni quali “Paolo vive”.

E’, infine, ricominciata la discesa, durante la quale abbiamo avuto modo di parlare con Gioacchino Genchi e proporgli anche di venire a fare una conferenza da noi.
Una cosa che mi ha fatto pensare durante tutte le manifestazioni, come anche è ovvio, è stato il numero di partecipanti. Non sono capace di quantificare il numero di persone effettivamente presenti, quello che mi ha colpito di + (come immagino si sia sentito in questi giorni e come lo stesso Borsellino ha ribadito + volte) è stata la scarsa presenza dei palermitani. Ogni manifestazione guardandomi intorno continuavo ad imbattermi in magliette tipo “grilli di Roma”, “grilli di Bologna” o di altre organizzazioni tipo “addio Pizzo”o “ammazzateci tutti”. In questa prima occasione molti hanno risposto alle mie affermazioni dicendo che cmq si trattava di tre giorni di manifestazioni e che non si poteva partecipare a tutti, che i palermitani si beccavano manifestazioni ogni giorno, che era cmq un giorno semi lavorativo, che la salita al Castel Utveggio nn è facile.. bahh!! Paolo, Emanuela, Vincenzo, Agostino e tutti gli altri hanno dato coscientemente la loro vita e la gente che gli era + vicina non può tenersi 3 giorni liberi?!!

Ci siamo poi avviati verso la facoltà d Giurisprudenza dove, alle 20.30, si sarebbe tenuta la conferenza serale dal titolo “I mandanti impuntiti – Il tempo della verità sulle stragi “di Stato” ”. La location prescelta era l’atrio della facoltà, molte sedie di fronte al tavolo dei relatori ma soprattutto tanta tanta gente seduta tutt’intorno. L’atmosfera si è rivelata da subito piena di emozioni e le parole dei relatori hanno da subito catturato pienamente la nostra attenzione. La serata è stata presentata dal preside della facoltà, sono seguiti i saluti di Rita Borsellino e le parole di Bongiovanni.
Un lungo, lunghissimo applauso, quasi interminabile e assordante ha interrotto il discorso al citare i pm Di Matteo e Ingroia. Non dobbiamo lasciare soli questi uomini, dobbiamo essere sempre al loro fianco e vegliare su di loro!
Le parole di Borsellino sono state, come sempre, dirette e coinvolgenti. Più volte tutti ci siamo alzati in piedi con le nostre agende rosse in mano e gli applausi sono stati molti. Il discorso di De Magistris si è incentrato x lo + sulla necessità di indipendenza della magistratura e dell’importanza che questa rimanga autonoma e possa continuare a fare il suo lavoro. La serata si è conclusa con le parole dell’on. Lumia.
Finita la conferenza e dopo i saluti di rito (compresa la foto con De Magistris! :D) ci siamo scambiati idee ed impressioni girovagando x la città.

Alcuni di noi a una certa ora sono andati a dormire, altri hanno continuato la serata x vivere anche un po’ Palermo di notte. Con questo nn intendo giri discoteche e simili ma semplicemente ci siamo immersi nell’atmosfera della città girovagando tra le varie strade e vicoletti. .. anche se nessuno è rimasto con me x vedere l’alba di Palermo! :((
Dopo, x alcuni, davvero poche ore di sonno ci siamo alzati x affrontare la nuova giornata. Il programma delle manifestazioni prevedeva dalle 8.00 di mattina presidio in via d’Amelio con interventi di giornalisti, associazioni e cittadini. A maggioranza noi abbiamo deciso di passare la mattinata al mare x rilassarci un po’ e vedere anche il meraviglioso mare di Palermo. Ci siamo diretti quindi a Mondello dove abbiamo preso un oretta di sole, fatto un bel bagno e mangiato arancini e altre specialità tipiche.

Il pomeriggio ci siamo diretti in via d’Amelio
L’impatto x me è stato molto forte, a prescindere dalla manifestazione e dai vari interventi che si susseguivano. Vedere quella strada e quel palazzo visto tante volte in tv, immaginato e a cui tante volte i pensieri sono corsi è stata una sensazione molto strana, quasi surreale. Anche qui una puntualizzazione sui palermitani : su 3, 4 balconi c’erano striscioni e su una decina c’era gente affacciata xò… capisco che non si può essere li tutta la giornata…. Ma uno striscione o un simbolo?? Mahh…
Abbiamo messo il nostro striscione con gli altri lungo il recinto del palazzo ed è stato molto apprezzato: molti l’hanno fotografato e De Magistris e Orlando si sono anche fatti intervistare davanti!

Le cose che mi hanno colpito d + sono xò l’ulivo e il Castello Utveggio. L’ulivo, voluto dalla madre di Borsellino e fatto venire da Gerusalemme, mi ha trasmesso una grandissima SPERANZA. Me lo immaginavo + grande e soprattutto + pieno di foto o ricordi vari (anche tenendo conto di tutte le manifestazioni di questi giorni) xò l’impatto è stato cmq forte. Ad esempio mi ha colpito il fatto che nella terra intorno all’ulivo ci fossero tantissime sigarette. Come se la gente avesse voluto dimostrare la sua vicinanza e affetto a Paolo anche in questo modo.

Il Castello invece, visto dalla strada, è imponente e si staglia all’orizzonte dando proprio l’impressione di sovrastare e controllare la via..è molto, molto, molto inquietante.
Più si avvicinavano le 16.55, ora del minuto di silenzio, + la folla diventava numerosa e al momento concordato si sono stagliate in cielo tutte le agende rosse. Al termine abbiamo ringraziato Salvatore e alcuni di noi si sono fatti anche autografare l’agenda rossa. Io anche da De Magistris e Genchi!!!!! :D :D :D: D

Ultimo appunto: sui palazzi di fronte allo stabile nel quale viveva la madre di Paolo ci sono ancora parecchie parti di muro “distrutte”. Nn so se siano ancora gli effetti della bomba ma l’idea è cmq impressionante.
Dopo gli ultimi interventi abbiamo iniziato il corteo attraverso i luoghi dove Paolo è cresciuto fino a piazza Magione. Il nostro era uno degli striscioni + grandi ed eravamo facilmente riconoscibili. All’inizio io sono corsa avanti e indietro a fare foto e verificare il dato numerico. Il corteo era aperto da un Salvatore determinatissimo e elettrizzato, urlava qualcosa e tutti dietro a lui a ripetere.

Qui bisogna sollevare nuovamente il quesito e poi discuterne: dov’erano tutti palermitani!?!??!?!?!?!? Camminando abbiamo individuato rarissssssimissssime persone che dai balconi si affacciavano, applaudivano ed erano con noi. Un'unica signora coraggiosa con sul terrazzo lo striscione “Paolo Borsellino vive”.


Non avete idea della gente che ho incontrato che chiedeva indicazioni in giro (tipo: quanto manca o se devo andare in hotel e tornare come faccio..) intervistando buona metà corteo senza trovare un solo palermitano che potesse risp. DOVE CAVOLO ERAVATE?!?!?
Rita Borsellino ha detto che bisogna avere rispetto di chi vive ogni giorno a Palermo.. Ma dov’è oggi la gente che aveva promesso a Paolo di non dimenticare il giorno dei suoi funerali?? W l’Italia con la sua memoria breve..

Lungo la strada ci siamo anche imbattuti nel monumento alle vittime di mafia: guardate la foto x rendervi un idea... "bellissimo" -.- e pure scrostato! Da la giusta idea di come ci si rapporta al fenomeno mafioso oggi!

Siamo passati davanti alla casa in cui è nato Paolo e infine giunti in piazza Magione dove i Borsellino giocavano da piccoli. E’ stata una grande emozione vedere quei luoghi e immaginare la loro vita. Nei vari vicoletti dove sono cresciuti e dove c’è anche l’insegna in ricordo di Paolo il corteo ha indugiato a lungo chiamando a gran voce i palermitani e invitandoli a unirsi a noi. Si intravedevano dietro le tapparelle che guardavano ma tutto è stato inutile: li erano e li son rimasti! VERGOGNA!

A mezz’ora dalla fine del corteo iniziava la fiaccolata promossa da Azione Giovani alla quale doveva partecipare anche il Ministro Melandri e a cui ci tenevamo molto a partecipare, anche e soprattutto x valutare la situazione. Purtroppo però abbiamo constatato che sarebbe stato complicato arrivarci perché eravamo da tutt’altra parte della città (e anche un po’ distrutti). La scelta xò si è dimostrata la migliore oltre ogni limite possibile e immaginabile.
Siamo prima passati in hotel da Lalla, che nn stava molto bene, e poi usciti alla ricerca della cena. E qui bisogna proprio ringraziare la nostra buona stella, Michele che voleva il pesce e via di seguito x la scelta che si è fatta. Abbiamo scelto un ristorantino, ci siamo accomodati e abbiamo ordinato. Ci siamo poi guardati intorno e abbiamo notato tra le varie immagini quella di Paolo e Giovanni. Abbiamo intavolato, quindi, una discussione con il proprietario, persona molto cordiale e disponibile, e scoperto che in quel locale si riuniva spesso il pool antimafia e che Giovanni, Paolo e le famiglie erano clienti abituali. Ci hanno raccontato di quando andavano a cena e le strade intorno venivano chiuse (e anche delle carenze di sicurezza ‘-.-) e del clima dell’epoca. Ma soprattutto ci hanno fatto un quadro molto lucido della Palermo attuale.
Chicca da segnalare : Franco ha ordinato un dolce, ha commentato la bontà e chiesto se lo facevano loro. La risposta è stata “no no, la pasticceria XX (nn ricordo il nome).. l’hanno arrestato ieri x mafia”! E, da notarsi, detto nel tono + normale possibile. Noi ci siamo guardati e chiesti se era una battuta…. No….

La serata si dimostrava quindi già incredibile e indimenticabile, ma nn era ancora finita.. immersi nelle discussioni su quanto appena appreso ci siamo nuovamente diretti verso Piazza Magione x vedere se c’era ancora qualche manifestazione. Siamo arrivati in tempo x assistere all’intervento di Rita Borsellino e poi a quello di Salvatore. Quest’ultimo era visibilmente provato dalla giornata e senza voce ma è riuscito, come sempre, a tirare fuori un energia e una rabbia inaspettate e a penetrare nei nostri cuori.. RESISTENZA!
Paolo e Giovanni dovevano morire x darci una speranza, ed è quello che hanno fatto. Ora sta a noi farne nascere i frutti!
La serata si è conclusa con la lettura di un passo di Capponnetto e di una lettera di una delle figlie del pentito Calcara, davvero emozionante!


Arriviamo all’ultima giornata.. Sveglia presto e partenza alla volta del Palazzo di Giustizia davanti al quale si sarebbe svolto il presidio di solidarietà ai magistrati. Sempre armati delle nostre agende rosse siamo rimasti un oretta abbondante a sostenere il fondamentale ruolo di queste persone. Abbiamo anche rivisto il dott. Di Matteo, che è uscito con la scorta, cui abbiamo rinnovato il nostro sostegno. Non lasciamo solo questo grande uomo e gli altri come lui!!
Dirigendoci poi verso l’hotel a recuperare le valigie abbiamo ricevuto la chiamata dalla Myair che ci avvisava dello spostamento del volo. Abbiamo quindi fatto un giro della città x vedere la Cattedrale e il Palazzo dei Normanni e siamo tornati al palazzo di Giustizia x la fine della manifestazione. Visto l’improvviso tempo libero e tenuto conto della fine delle manifestazioni abbiamo deciso di fare un'altra capatina a Mondello prima di dirigerci all’aeroporto.
.. secondo voi l’aereo c’era??? Volo spostato ulteriormente! Ora partenza prevista : 13.50; ora di partenza effettiva: 21.25! Ma alla fine ce l’abbiamo fatta!! E l’esperienza è stata meravigliosamente indimenticabile.


Chiudo il resoconto convinta che l’anno prossimo sarò di nuovo li. Spero ci sarete anche voi, voi che c’eravate e avete vissuto queste incredibili giornate con me ma soprattutto voi che non siete potuti venire perché bisogna vivere questa cosa, crederci, farla nostra e portarla avanti!
Non si può che concludere con “RESISTENZA”!


Laura



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Xengi   |79.31.237.xxx |2009-07-26 12:03:24
Paolo (e Giovanni) vivono.
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