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Caro Ambiente, forse ci siamo: i Comuni a 5 stelle.

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Vedo una sola possibilità. Per riappropriarci dei nostri diritti naturali. Del territorio, dell’acqua, dell’aria, della luce, della salute, dei trasporti, dell’ambiente. Tutta roba nostra di cui siamo stati espropriati dai partiti. Ripartire dai Comuni... Esprimete liste civiche in ogni Comune. Un programma che tuteli voi, i vostri figli, il futuro. Non permettete che una sola decisione venga presa senza consultarvi. E su questo punto siate chiari, duri, intransigenti, con sindaci e assessori. Vostri dipendenti. Chi viola la regola, fuori a calci nel culo.

Con queste parole Beppe Grillo - non il politico che si è candidato alle ultime elezioni per la Lista dei Grilli Parlanti, ma il comico genovese che si è rivelato il polemizzatore più scomodo alle istituzioni ed alla stampa nazionali in occasione dei suoi due Vaffaday - accoglie l’iniziativa promossa dall’Associazione dei Comuni Virtuosi: il Premio Comuni a 5 stelle (Buone prassi per una decrescita felice). Lo scopo del concorso è quello di incentivare i progetti capaci di istituire a livello locale le “buone prassi amministrative” dei Comuni che si ispirano alla cultura bio e alla decrescita felice, per un'economia ecologicamente e socialmente sostenibile, nel modo enunciato da Nicholas Georgescu-Roegen.
La prospettiva proposta per questo nuovo modo di gestire la “res pubblica” implica l’adozione di nuovi modelli socioeconomici e produttivi, equi e compatibili con le leggi fondamentali della natura ed i vincoli ecologici; nonché la partecipazione diretta della cittadinanza alle politiche ed alle scelte quotidiane di governo del territorio. Gli strumenti da usare in questa sfida che ci coinvolge tutti sono proprio quei valori che le società civili moderne sembrano non potere e/o non volere considerare come fattori essenziali per il progresso e l’evoluzione dell’umanità: l’equa distribuzione delle risorse e delle ricchezze, la solidarietà, la collaborazione e l’interesse collettivo.
Sono infatti questi i principi da osservare per le amministrazioni locali desiderose di ottenere un prestigioso riconoscimento ufficiale dalla commissione giudicatrice, che nell’edizione del 2007 era composta da Maurizio Pallante (autore di numerosi testi sulla decrescita felice e consulente per il Ministero dell’Ambiente), Gianluca Carmosino (giornalista), Alessandra Bonfanti (Coordinatrice Castelli di Pace), Ignazio Garau (Coordinatore Città del Bio), Gianluca Fioretti (Sindaco di Monsano), Marco Boschini (Coordinatore Associazione Comuni Virtuosi). E’ previsto un premio (o meglio una “stella”) per i Comuni che più degli altri riescono a convincere la giuria del carattere innovativo e concreto delle loro linee d’azione in una delle seguenti categorie:
  • gestione del territorio, con l’attuazione dell’opzione cementificazione zero, il recupero delle aree dismesse, la progettazione partecipata, la bioedilizia, l’ospitalità e il turismo sostenibile (attraverso la ristorazione bio e la filiera locale, il contenimento dei consumi ecc.);
  •  impronta ecologica della “macchina comunale”, che deve tenere conto dell’efficienza energetica delle fonti innovative a fronte del loro impatto sull’ambiente e aprire nuovi canali di produzione e di consumo a favore della collettività, come gli “acquisti verdi” e le mense biologiche;
  • rifiuti, per una raccolta differenziata porta a porta sempre più spinta e per la realizzazione di progetti miranti alla riduzione dei rifiuti e al loro riuso;
  • mobilità sostenibile, per l’introduzione di mezzi e di sistemi di spostamento sempre più convenienti, pratici ed economici, già noti e diffusi all’estero, come il “car-sharing” o il “car-pooling”, il trasporto pubblico integrato, il Piedibus e l’utilizzo di carburanti meno inquinanti rispetto a quelli ricavati dal petrolio;
  • nuovi stili di vita, da promuovere e da diffondere tra la cittadinanza, che è chiamata ogni giorno a compiere scelte e ad assumere comportamenti sobri e sostenibili; ne sono stati descritti e prospettati ormai parecchi esempi, come l’autoproduzione, l’accorciamento della filiera produttiva e distributiva, la produzione di cibo biologico e di stagione, il sostegno alla costituzione di gruppi di acquisto, lo sviluppo della “green economy”, la promozione della cultura della pace, la cooperazione e la solidarietà, la diffusione del commercio equo e solidale, la finanza etica, le “banche del tempo” ecc. Vi è inoltre una categoria speciale che premia gli enti locali attivi a 360 gradi su progetti e strategie da attuare in tutti gli ambiti sopra citati. E’ possibile consultare la lista con la relativa graduatoria dei comuni che hanno preso parte al concorso nel 2007 all’indirizzo http://www.newsfood.com/Articolo/Italia/20070823-Premio-Comuni-5-stelle-Graduatoria-progetti.asp.
Va sottolineato che perseguire la cultura bio e la decrescita felice significa ridurre non soltanto l’impatto sull’ambiente ma anche i costi e gli sprechi di cui si ritiene tradizionalmente responsabile la Pubblica Amministrazione. Secondo Marco Boschini, è questo il concetto base da cui partire per convincere le amministrazioni locali ad agire in questa direzione. Ad esempio, spiega, la raccolta differenziata contribuisce ad una sensibile riduzione dei costi di smaltimento dei rifiuti, che vengono prodotti in quantità minore, e l’introduzione degli “acquisti verdi” garantisce una qualità migliore dei prodotti utilizzati, con la conseguente diminuzione della spesa complessiva di gestione e un risparmio sulla bolletta energetica.
Tuttavia, diventare “Comune Virtuoso” significa dover sottoporre l’apparato amministrativo di un ente - non solo funzionari ed infrastrutture ma anche strategie, accordi e modus operandi - ad una totale revisione interna, se non ad un riesame dei rapporti d’interesse che si sono consolidati nel corso della storia dell’ente stesso e che non sempre si conciliano con elementi d’innovazione e di cambiamento [...]. Di riflesso, estendendo questo discorso alle realtà delle Province e delle Regioni, ma anche su scala nazionale, temi così attuali come la bioeconomia e la decrescita felice rimangono assenti nei dibattiti pubblici per essere insabbiati nell’indifferenza diffusa e ottusa della stampa e della “politica alta”. Insomma, sempre a dire di Boschini, “le istituzioni vivono questa esperienza [il progetto “Comuni Virtuosi” nda] con fastidio, ma la cosa non ci preoccupa.”
D’altra parte, il crescente interesse della cittadinanza a controllare la gestione del territorio e delle sue risorse ha incoraggiato numerose sperimentazioni concrete in giro per l’Italia e consentito all’Associazione dei Comuni Virtuosi di promuovere tante iniziative per una maggiore informazione e una maggiore consapevolezza sull’opportunità di questo progetto lungimirante: il sito Internet istituzionale www.comunivirtuosi.org, le tre pubblicazioni fatte con la Editrice Missionaria Italiana (“Comuni virtuosi”, “In Comune”, “Caro sindaco new global”), la guida edita con Ancitel (“Ambiente in Comune”), i convegni promossi nel campo della sostenibilità ambientale e lo stesso “Premio Comuni a 5 stelle”.
Caro Ambiente, forse ci siamo: abbiamo trovato una strada nuova, l’unica che ci rimane da seguire!

Alessandro

Schoenau e “I ribelli dell’energia”



Dagli Amici di Beppe Grillo di Villafranca:
Ciò che vorrei raccontarvi sono le mie prime impressioni della visita che è stata organizzata questo fine settimana (26/27/28 Settembre) dai nostri amici del gruppo Beppe Grillo di Pordenone a cui non potevo mancare e che ringrazio. Cosa porto a casa di cosi importante? Chi conosce questa storia forse lo sa gia, anche la trasmissione Report tempo fa ce l’aveva raccontata, ma vi posso garantire che di persona fa proprio un’altro effetto. Schoneau è un esempio di democrazia cittadina, di risparmio energetico, e di ecosostenibilità. Tutta questa incredibile storia che ha coinvolto questa cittadina, è partita dal trovare una soluzione al nucleare dopo l’incidente di Cernobyl del 1986 e si basa su tre colonne portanti: energie rinnovabili, cogenerazione e risparmio energetico. Il miglior consumo è sempre il risparmio energetico, detto questo si è cercato di capire quale fosse il metodo migliore per sfruttare al meglio la produzione di energia. Da un semplice principio di fisica, si è capito che la produzione di energia elettrica, implica anche due terzi di produzione di calore (Vi voglio ricordare che il progetto è italiano lo ha inventato un ingegnere della Fiat che si chiama Mario Palazzetti ancora nel 1973). Le centrali nucleari oltre al fatto sconveniente di costare tanto denaro, di richiedere tempi molto lunghi di ammortamento e di produrre scorie molto pericolose, perdono la parte di calore che viene generata, che deve necessariamente essere riprodotta utilizzando altro combustibile fossile. Se prendiamo invece in considerazioni sistemi più piccoli e decentralizzati come dei cogeneratori oltre a produrre energia elettrica, sfruttiamo anche i 2/3 di calore per riscaldare le nostre case, rilasciando nell’atmosfera molto meno co2. Questa soluzione deve essere temporanea per investire e sfruttare appieno le vere energie rinnovabili come il sole, l’acqua, il vento, le biomasse. Detto ciò vi lascio alla foto più rappresentativa di questo posto, che esprime tutto l’impegno che è stato fatto di informazione, di democrazia e di partecipazione e di risparmio energetico di questo luogo, senza contare la dura lotta contro le lobby del nucleare e del petrolio. Una chiesa con un tetto pieno di fotovoltaici che ha un grande significato perchè è riuscita anche a trovare una forte unione anche fra sindaco parroco e cittadini che sono stati unanimi nel concordare che questa era la scelta giusta. Simone Bernabè - Amici di Beppe Grillo di Villafranca